Impegno politico

UN NUOVO MIRACOLO, COME NEL 1994!

Ma davvero le primarie risolvono ogni cosa? È così che si sceglie una classe dirigente? Siamo sicuri?
Le e i militanti, le e i dirigenti, sono sempre fungibili perché come diceva Falcone “gli uomini passano, le idee restano. Restano le loro tensioni morali e continueranno a camminare sulle gambe di altri uomini”.


E allora che succede? Che fare?
Succede che Forza Italia è sempre stato un partito che sta avanti rispetto agli altri. Avanti nel tempo, nelle idee, nei progetti, e, oggi, purtroppo, nel suo calo elettorale che, si auspica, sia temporaneo. 
Siamo stati i primi ad evidenziare che ci fosse qualcosa che non andava nel rapporto tra Politica e Giustizia. Siamo stati le prime vittime di questo rapporto malato e siamo stati i primi a pagarne le conseguenze. Che tenerezza, oggi, leggere gli esponenti degli altri partiti sentirsi vittime della Giustizia. Tutti, in primis quelle sinistre che sulle nostre disavventure giudiziarie avevano costruito il loro consenso, fino ad arrivare ai sedicenti onesti travolti anche loro da mille procedimenti penali.
Quante idee di Forza Italia oggi sono diventate i pilastri dei programmi degli altri? Dall’abbassamento delle tasse, alla riforma della Giustizia, da una soluzione del fenomeno migratorio (che ad oggi solo il Presidente Berlusconi ha avanzato concretamente con un tavolo mondiale e un piano Marshall da 500 miliardi di dollari per l’Africa) ad altre mille questioni. 
Siamo sempre stati un passo avanti a tutti e, oggi, soffriamo per primi un male che sta ammorbando l’intero panorama della politica italiana, non solo del nostro partito. Quello di essere vittime delle menzogne in un Paese senza una legge seria per il funzionamento dei partiti e in balia di una crisi culturale senza precedenti. Si pensi a quanto le menzogne oggi, più che mai, in politica siano una malattia da estirpare. Menzogne prima inventate ad arte dalla sinistra e poi dal movimento 5 stelle contro di noi e, poi, oramai, dilaganti in un tutti contro tutti di disarmante pochezza. Ma le menzogne sono un virus che, presto o tardi, infetterà ogni partito perché, mi ripeto, non è Forza Italia ad essere in crisi ma l’intera politica. E basti guardare alla liquidità dell’elettorato, poco tempo fa invaghito da un giovane fiorentino con percentuali superiori al 40 %, poi richiamato dalle sirene della millantata onestà a 5 stelle e oggi inebriato da qualcuno che sa solo usare un modo di fare comunicazione che, prima o poi, potrebbe ritorcersi contro.
Che fare? Bastano davvero solo le primarie? Sicuri? Al PD le fanno da anni e cambiano segretari e dirigenti con la stessa tempistica con cui si fa il cambio di stagione a casa. Al Movimento 5 Stelle partecipano tutti su una piattaforma telematica, fantastico si potrebbe pensare eppure ci sono le minoranze di partito che fanno causa ai dirigenti perché se non si adeguano ai diktat di chi comanda si viene espulsi (ah se l’avesse fatta Berlusconi una cosa del genere arrivava l’ONU). E alla Lega, udite udite, si rimuovo segretari regionali al Sud mettendone di altre Regioni. Alla Lega in questo momento di entusiasmo “vale tutto” eppure nessuno si lamenta di nulla.
E allora, forse, ma da semplice militante lo dico in punta di piedi, a voce bassa, bisognerebbe “solo” tornare al 1994! Nel senso che chi c’era sa e chi ricorda sa benissimo. Tocca tornare a quei modi di “fare” della “gente del fare”, tocca riaprire le sedi di partito, tocca andare per strada e incontrare la gente, le organizzazioni di categoria, gli ordini professionali, tocca lavorare e sodo, tocca organizzare momenti di confronto e non di scontro, di aggregazione e non di disgregazione. Vi ricordate, il “Presidente operaio”? Erano i valori del “fare”, della laboriosità, dell’impegno costante, assiduo, gratuito. Erano quelli i valori di riferimento che hanno fatto grande, grandissimo il nostro partito. Il nostro elettorato non è un elettorato attento alle cariche di partito ma è attento a cosa quel partito sa fare, produrre, realizzare. È un elettorato attento alla capacità di produrre buona politica e non attento a sapere se uno di noi è segretario cittadino o provinciale. 
E allora, invece di perdere tempo, come dice il Presidente Berlusconi, sempre avanti rispetto a tutti, a tutti noi, in una giornata calda d’estate, dovremmo trovare il modo di stare più insieme, più uniti, dovremmo trovare il sistema per unire gli intenti, per rimboccarci le maniche, dovremmo tornare quell’esercito delle libertà che eravamo una volta, dovremmo tornare a far battere i cuori per noi, per i nostri ideali e i nostri programmi, e, ne sono convinto, torneremo dove il partito deve stare, perché c’è tutto un elettorato che non vota più, che è stanco di litigi, di discussioni, di chiacchiere e che è pronto ad adottare chi vorrà ascoltarlo, chi vorrà tradurre in fatti il suo pensiero, chi vorrà rappresentarlo.
Dobbiamo fare un “nuovo miracolo” e so, ne sono certo, che siamo in grado di farlo.
Ad maiora semper.
Vostro, Luca