Informazione giuridica

Adesca minorenne su Facebook fingendosi fotografo di modelle, la fa ubriacare e ne abusa! Condannato a oltre 5 anni di reclusione!

Un uomo veniva condannato a cinque anni e quattro mesi di reclusione per violenza sessuale aggravata dal fatto di aver tratto “in inganno la persona offesa per essersi il colpevole sostituito ad altra persona”. Infatti, dopo aver contattato via Facebook una minorenne ed averla tratta in inganno falsamente attribuendosi la qualifica professionale di fotografo le somministrava sostanze alcoliche fino a farla raggiungere lo stato di ubriachezza così da abusare

delle condizioni di inferiorità fisica e psichica (altra aggravante) della stessa per poi indurla ad intrattenere con lui i rapporti sessuali completi ripresi in alcuni filmati.

“Va rammentato che secondo la consolidata e condivisibile giurisprudenza di questa Corte, l'ipotesi di violenza sessuale per induzione contemplata dall'art. 609 bis c.p., comma 2, n. 2 (che punisce chi induce taluno a compiere o a subire atti sessuali "traendo in inganno la persona offesa per essersi il colpevole sostituito ad altra persona") è integrata non solo dallo scambio fisico fra persone ma anche dall'ipotesi in cui l'agente si sia attribuito un falso stato o false qualità, interpretandosi il concetto di sostituzione di persona conformemente alla nozione fornita dall'art. 494 c.p. ("sostituzione della propria all'altrui persona ovvero attribuzione a sè o ad altri di un falso nome o di un falso stato ovvero di una falsa qualità cui la legge attribuisce effetti giuridici").

In particolare, questa Corte ha ritenuto integrato il reato in questione anche dalla falsa attribuzione di uno status professionale: Sez. 3, n. 20578 del 06/05/2010, Rv. 247492 - in una fattispecie nella quale l'imputato aveva convinto la vittima a sottoporsi ad una visita ginecologica "tantrica" qualificandosi come medico ginecologo, qualifica di cui non era in possesso - ha affermato che il reato di induzione a compiere o subire atti sessuali con l'inganno per essersi il reo sostituito ad altra persona è integrato anche dalla falsa attribuzione di una qualifica professionale, rientrando quest'ultima nella nozione di sostituzione di persona di cui all'art. 609 bis c.p.; in caso sovrapponibile a quello in esame, Sez 3, 15 gennaio 2001 n. 250, non mass, ha ritenuto integrato il reato in questione in una fattispecie nella quale la condotta induttiva mediante inganno era consistita nel presentarsi in qualità di fotografo con il pretesto di procurare alle persone offese occasioni di lavoro nel mondo dello spettacolo, così inducendole a compiere e subire atti sessuali.

Il ricorrente invoca una lettura restrittiva dell'art. 494 c.p. in relazione alla nozione di "qualità a cui la legge attribuisce effetti giuridici", che dovrebbe limitarsi alle sole attività professionali il cui esercizio è sottoposto a disciplina legale attraverso l'iscrizione ad apposito albo.

Tale deduzione è destituita di fondamento.

Questa Corte Suprema ha già chiarito, infatti, in relazione alla configurabilità del reato di cui all'art. 494 c.p., che la professione va considerata in senso ampio come qualità personale cui la legge attribuisce effetti giuridici in quanto individua un soggetto nella collettività sociale (Sez. 2, n. 674 del 25 settembre 1986, dep. 22 gennaio 1987, Rv 174910; Sez. 5, n. 3645 del 21 gennaio 1999, Rv 212950; Sez.2, n.30229 del 05/06/2014, Rv. 260034)”

Cass. pen. Sez. III, Sent., (ud. 27-06-2017) 13-12-2017, n. 55481

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