Informazione giuridica

ALTRA SENTENZA DELLA CASSAZIONE SULL'ASSEGNO DIVORZILE. LA TUTELA DEL CONIUGE DEBOLE C'É!!!

L'11 maggio scorso mentre il Paese si interrogava sulla portata e glieffetti della pronuncia del giorno prima, tra l'altro della stessa sezione della Corte di Cassazione, è uscita un ulteriore pronuncia sempre avente ad oggetto l'assegno divorzile. 

Si legge, questa volta, che "L'assegno divorzile ha indubbiamente natura assistenziale e deve essere disposto in favore della parte istante la quale disponga di redditi insufficienti a condurre un'esistenza libera e dignitosa, e deve essere contenuto nella misura che permetta il raggiungimento dello scopo senza provocare illegittime locupletazioni". 

Nel caso sottoposto all'attenzione della Suprema Corte si è rilevato che il coniuge debole, la moglie, "non dispone di un impiego fisso, e neppure beneficia dell'abitazione presso la casa coniugale, disponendo di un'abitazione messale a disposizione dai suoi genitori, nella quale vive insieme alle figlie. La donna non risulta percepire un reddito regolare, mentre la titolarità da parte sua di un quarto di un immobile di cui è per il resto proprietario il #### pur essendo stata invocata dal ricorrente a supporto delle proprie difese, conferma invero lo squilibrio esistente tra le capacità patrimoniali delle parti. La #### ha anche dichiarato - affermazione non contestata da controparte - di essersi impegnata a svolgere attività lavorativa, essendo stata impiegata presso un cali center. Ricordato che ddd dispone di possidenze immobiliari e percepisce uno stipendio mensile di circa 2.500,00 Euro, i dati necessari per pervenire ad una decisione informata da parte della Corte d'Appello erano quindi stati raccolti. Tanto osservato può concludersi che il modesto assegno mensile che è stato riconosciuto alla odierna resistente dalla Corte di merito, 200,00 Euro rivalutabili, e del cui versamento è stato gravato l'ex marito ed odierno ricorrente, deve intendersi come un mero contributo al mantenimento della B., che le è stato motivatamente riconosciuto dalla Corte di merito tenuto conto delle complessive disponibilità economiche delle parti, in misura che non appare inadeguata".

Cassazione civile, sezione prima, sentenza del 11.05.2017, n. 11538

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