Informazione giuridica

DIRE A QUALCUNO CHE É UNA PERSONA CHE NON MERITA REGALI DA BABBO NATALE E DALLA BEFANA É REATO

Il reo faceva affiggere nella bacheca sindacale della ditta dove lavoravano una lettera a sua firma quale segretario del Sindacato che, indirizzata alla persona offesa, diceva: "... un bambino in analoga situazione assumerebbe una posizione certamente più dignitosa della sua... la invito ad apprezzare ed imparare quotidianamente come un bravo scolaro sa fare i lati buoni della vita e non certamente i lati subdoli e peggiori come ha finora fatto... La saluto, citandole la stupenda favola di Pinocchio che ad ogni bugia gli si allungava sempre più il naso fino a diventare lungo lungo, rammentandole inoltre che all'interno di Contarina non esiste alcun Babbo Natale o Befana che concedano regali a personaggi come lei".

Secondo le sentenze, B. aveva rifiutato per lettera di pagare, per una vertenza di cui si occupava Finadel cui non era iscritto, le prestazioni di un avvocato, per non aver personalmente conferito alcun mandato e non essere stato neppure avvertito che, con una delega generica avrebbe dovuto comunque poi sostenere le spese legali. L'offensività ritenuta per la divulgazione della missiva non è stata esclusa, per ritenuta insussistenza dell'esercizio del diritto di critica (art. 51), ritorsione o reciprocità (art. 598 c.p.p.).

Il Tribunale, cui la questione è stata proposta, ha ritenuto che il volantino è stato scritto proprio affinchè venisse esposto. Dato il tenore, la materialità e le modalità del fatto, l'induzione non è apodittica o manifestamente illogica. E' concisa, ma inequivocabilmente significativa, posto che il fatto, dato il tenore dello scritto, come già spiegato dal Giudice di pace, ha avuto di mira l'esposizione a ridicolo di B. nell'ambiente in cui lavora. Ciò vuoi dire che, se l'iniziativa di pubblicazione non fosse stata propria dell'imputato, all'evidenza nulla a fronte della recisa motivazione di 1^ grado ha allegato in appello per escludere la disponibilità a fini di divulgazione, dunque la conoscenza degli appartenenti aziendali al Sindacato del tenore della missiva, chiunque l'abbia riprodotta ed affissa”

Cass. pen. Sez. V, Sent., (ud. 23-09-2010) 01-12-2010, n. 42653

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