Informazione giuridica

É VIOLENZA SESSUALE ANCHE SE C'É COSTRINGIMENTO PSICOLOGICO

"la violenza idonea ad integrare il delitto di violenza sessuale è anche quella che induce la vittima in uno stato di soggezione, disagio o vergogna sì che ella si determina ad "assecondare" le richiesta del proprio abusatore per evitare danni maggiori, a sè stessa o ai figli. Si tratta, in altri termini, di condotta necessitata che, anzi, più che mai evidenzia la chiara assenza di consenso da parte della donna quando, "ormai sfinita e

stanca", si era decisa ad accettare le iniziative sessuali del marito.

Sul punto, la risposta della Corte esiste ed è chiara oltre ad essere totalmente in linea con l'orientamento costante di questa S.C. che, anche di recente, ha avuto modo di precisare (sez. 3, 24.1.13, R., n. 14085, rv. 255022) come l'idoneità della violenza o della minaccia a coartare la vittima di abusi sessuali non va esaminata secondo criteri astratti ma valorizzando le circostanze concrete "sicchè essa può sussistere anche in relazione ad una intimidazione psicologica attuata in situazioni particolari tali da influire negativamente sul processo mentale di libera determinazione della vittima, senza necessità di protrazione nel corso della successiva fase esecutiva".

Il principio - enunciato in una fattispecie nella quale era stato attribuito valore di coercizione psicologica alle reazioni scomposte del marito, percepibili di notte dal figlio convivente e dal vicinato, che avevano ingenerato una situazione di disagio e vergogna tale da indurre la moglie ad accettare rapporti sessuali contro la sua volontà - risulta particolarmente calzante nello specifico ove, quasi specularmente, si incontra una donna, sicuramente sottoposta ad un regime di vessazioni ed umiliazioni di varia natura e, per di più, richiesta con tale insistenza di prestazioni sessuali non gradite da essersi vista costretta, per "proteggersi" a cercare rifugio nella stanza dei propri figli, salvo, poi, esasperata e stanca, finire per accedere alle richieste del marito".

Cass. pen. Sez. III, Sent., (ud. 14-07-2015) 26-10-2015, n. 42993

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