Informazione giuridica

FARE MANIFESTI E PETIZIONI PER MANDARE VIA I ROM E' REATO: RECLUSIONE FINO A UN ANNO E SEI MESI

L’articolo 3, comma 2, lettera a) della Legge n. 654 del 13.10.1975 punisce con “la reclusione fino ad un anno e sei mesi o con la multa fino a 6.000 euro chi propaganda idee fondate sulla superiorità o sull'odio razziale o etnico, ovvero istiga a commettere o commette atti di discriminazione per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi”. Con sentenza della Cassazione penale, Sezione IV, (ud. 10-07-2009) 30-10-2009, n. 41819, si confermava la condanna con la quale gli imputati sono stati puniti con la reclusione “per avere, agendo in concorso tra loro, propagandato, anche con l'affissione di manifesti, idee basate sulla superiorità e l'odio razziale nei confronti degli zingari Sinti”. I condannati avevano affisso manifesti sui quali c’era scritto "No ai campi nomadi. Firma anche tu per mandare via gli zingari". “…la Corte stessa ha dato compiutamente conto del proprio convincimento relativamente alla ritenuta sussistenza della condotta discriminatoria degli imputati nei confronti degli zingari, attenendosi alla nozione di "discriminazione" quale precisata nella sentenza di annullamento, così motivatamente pervenendo alla conclusione che l'intendimento desumibile dai manifesti era l'allontanamento di tutti gli zingari, e che lo scopo degli imputati non era dunque il ripristino della legalità; convincimento espresso all'esito di una valutazione globale della vicenda, così come richiesto da questa Corte, ed ancorato a tutti gli elementi fattuali acquisiti, in aggiunta al contenuto dei manifesti: i toni della campagna politica, le dichiarazioni rese alla stampa da T.F. e le manifestazioni di pensiero dallo stesso propagandate in pubblico ed in presenza di altri coimputati, l'affissione dei manifesti anche al di fuori di (OMISSIS), la sottoscrizione della petizione anche da parte di cittadini non veronesi. Argomentazioni che danno ampiamente conto, all'evidenza, anche della ritenuta sussistenza dell'elemento psicologico, che, con riferimento al reato "de quo", deve individuarsi nel dolo generico, a differenza delle condotte consistenti nel commettere atti di discriminazione per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi o nel commettere violenza o atti di provocazione alla violenza per i medesimi motivi, cosi come precisato nella giurisprudenza di questa Corte: "In tema di atti di discriminazione razziale od etnica, mentre le condotte consistenti nel propagandare idee fondate sulla superiorità o sull'odio razziale o etnico ovvero nell'istigare a commettere atti di discriminazione per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi configurano ipotesi di reato a dolo generico, le condotte consistenti nel commettere atti di discriminazione per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi o nel commettere violenza o atti di provocazione alla violenza per i medesimi motivi configurano, invece, reati a dolo specifico, in quanto in tali ultime ipotesi il motivo ispiratore eccede la condotta discriminatoria o violenta, mentre nel caso della propaganda o dell'istigazione tale motivo è incluso nelle idee propagandate o negli atti discriminatori istigati" (in termini, "ex plurimis", Sez. 3^, n. 37581 del 07/05/2008 Ud.- dep. 03/10/2008 - imp. Mereu, Rv. 241074)”

Cassazione penale, Sezione IV, (ud. 10-07-2009) 30-10-2009, n. 41819

Utilizziamo i cookie sul nostro sito Web. Alcuni di essi sono essenziali per il funzionamento del sito, mentre altri ci aiutano a migliorare questo sito e l'esperienza dell'utente (cookie di tracciamento). Puoi decidere tu stesso se consentire o meno i cookie. Ti preghiamo di notare che se li rifiuti, potresti non essere in grado di utilizzare tutte le funzionalità del sito.

Ok