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Nulla giustifica l'uso sistematico della VIOLENZA di una MAESTRA A SCUOLA. E' REATO DI MALTRATTAMENTI IN FAMIGLIA: pena fino a SEI ANNI DI RECLUSIONE

“nel corso del 2012 insegnante della classe terza elementare dell'istituto (OMISSIS), era denunciata da alcuni genitori per presunti maltrattamenti continuati ai danni di alunni, con condotta di violenza sia fisica che psicologica”. La Corte di Appello aveva stabilito che "non in tutti i casi presi in esame si sia in presenza di condotte risolventesi in atti di violenza fisica o comunque

di per se stesse abnormi, e quindi di comportamenti inequivocabilmente vessatori" e che "tutti i fatti documentati, peraltro, si sono verificate durante l'orario di lezione e dunque, come del resto riconosciuto dal tribunale, non sono avulsi da tale specifico ambito" osservando che del resto, come il contesto della classe apparisse del tutto normale senza segni di paura e di apprensione dei bambini anche mentre l'imputata teneva tali condotte. Valutate poi altre risultanze delle testimonianze dei bambini e degli adulti, la Corte giungeva alla conclusione che non si era affatto in presenza di un rapporto tra insegnante ed alunni indicativo di sentirsi questi ultimi vessati ed umiliati. La stessa imputata aveva riconosciuto sostanzialmente i fatti indicandone la ragione nella propria scelta di metodologie di insegnamento improntate alla severità. La conclusione era quindi che non ricorreva affatto il dolo, ancorché generico, di sottoporre le vittime a fatti oggettivamente rientranti negli "maltrattamenti" di cui al reato contestato; difatti la finalità perseguita dall'agente "che comunque agiva nel convincimento di perseguire il fine di educare correggere la vittima" comportava che la stessa non avesse affatto ragione di percepire le proprie condotte come obiettivamente fonte di vessazione e umiliazione rilevante ai sensi dell'art. 572 cod. pen., come dimostrato dalla reazione dei minori. Ciò, quindi, imponeva la rivalutazione dei fatti da qualificare come reato continuato di cui all'articolo 571 cod. proc. pen. oltre alle percosse rilevabili nelle singole condotte”.

Ed invece, la Corte di Cassazione, ricordando che “L'uso sistematico della violenza, quale ordinario trattamento del minore, anche li dove fosse sostenuto da animus corrigendi, non può rientrare nell'ambito della fattispecie di abuso dei mezzi di correzione, ma concretizza, sotto il profilo oggettivo e soggettivo, gli estremi del più grave delitto di applicazione del principio, la S.C. ha annullato la decisione del giudice di merito qualificando ai sensi dell'art. 572 cod. pen., e non come abuso dei mezzi di correzione, la condotta di ripetuto ricorso alla violenza, sia psicologica che fisica, infilitta, per finalità educative, da una maestra di scuola materna ai bambini a lei affidati). (Sez. 6 n. 53425 del 22/10/2014 - dep. 22/12/2014, P.M. In proc. B., Rv. 262336)”. Anche il caso di specie, quindi, rientra pacificamente nella ipotesi di maltrattamenti in famiglia”

Corte di Cassazione, sez. VI Penale, sentenza 18 novembre 2015 – 2 febbraio 2016, n. 4170

Presidente Ippolito – Relatore Di Stefano

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