Informazione giuridica

PUBBLICITÁ AVVOCATI: LIMITI DEONTOLOGICI E SANZIONI

“Con ricorso depositato in data 19.07.2013 l’avv. C. C. ha impugnato la decisione del COA di Monza, con la quale gli è stata comminata la sanzione della sospensione dall’esercizio della professione per due mesi, ritenendolo responsabile di aver violato gli artt. 17-bis e 19 C.D.F. a ragione della pubblicazione di una inserzione pubblicitaria del proprio studio legale associato utilizzando uno strumento

informativo consentito ma con forma e modalità irrispettose della dignità e del decoro della professione. La vicenda oggetto dell'odierno giudizio riguarda un inserto pubblicitario, pubblicato in data 23/05/2011 sulla rivista C. da alcuni professionisti, tra cui l'odierno ricorrente, che riprendeva nella sostanza i contenuti e la forma di un analogo annuncio già comparso sullo stesso quotidiano in data 16/02/2009. In relazione al precedente annuncio, il COA di Monza aveva proceduto disciplinarmente, comminando agli incolpati – e cioè a tutti gli aderenti allo studio associato – la sanzione disciplinare della sospensione dall’esercizio della professione per due mesi; successivamente questo Consiglio Nazionale Forense, con decisione del 2 marzo 2012 n. 34, aveva riconosciuto la fondatezza dell’addebito disciplinare ma rimodulato la sanzione in quella minore dell’avvertimento. Nonostante l'intervenuta pubblicazione del secondo annuncio già in data 23/05/2011, il COA di Monza deliberava solo nella seduta del 12/09/2012 l'apertura di un nuovo procedimento disciplinare relativo alla seconda inserzione pubblicitaria, contestando ai medesimi incolpati del precedente giudizio disciplinare la violazione del combinato disposto degli artt. 17-bis e 19 C.D.F.: “per aver diretto comunicazioni e informazioni sulla propria attività professionale, utilizzando in modo improprio mezzi consentiti e comunque in modo incompleto rispetto alle indicazioni normate. Il tutto con contenuto, forma e modalità irrispettose della dignità e decoro della professione, con locuzioni integranti messaggio pubblicitario e promozionale ad ampia divulgazione con la pubblicazione di un box pubblicitario”

 

“La tecnica di redazione dell'avviso pubblicitario contestato, la sua collocazione, l'evidenza riservata in via pressoché esclusiva e palesemente suggestiva al costo della prestazione offerta, consentono di ribadire la violazione dei generali principi di probità e decoro e dello specifico divieto di accaparramento della clientela con mezzi non idonei a fornire ogni adeguata informazione a soggetti non necessariamente consapevoli della natura e del valore della prestazione offerta”

CONSIGLIO NAZIONALE FORENSE - RD n. 142/15 - 24 settembre 2015

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