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RIUNIONE DEI PROCEDIMENTI DI SEPARAZIONE E DIVORZIO? LA SOLUZIONE DEL TRIBUNALE DI MILANO

Con ricorso depositato in data 12 febbraio 2016, il ... ha presentato ricorso divorzile: in virtù delle modifiche apportate alla l. 898 del 1970, dalla l. 55 del 2015, nel caso di specie, la domanda per divorzio è proponibile decorso un anno dalla comparizione delle parti davanti al Presidente all’udienza ex art. 708 c.p.c. (quindi dal 22 gennaio 2016), purché nelle more sia intervenuta sentenza sullo status, con pronuncia irretrattabile. Il ricorso è stato originariamente assegnato al dr. ... ma poi riassegnato al sottoscritto, in virtù del criteri di distribuzione interna degli affari, come risultanti all’esito della delibera presidenziale del 25 maggio 2015. In virtù della cennata modifica organizzativa, ove sia pendente il giudizio di separazione, è il medesimo magistrato (del giudizio separativo) a dover trattare l’eventuale sopravvenuto procedimento divorzile. Analogo criterio è stato, come noto, adottato da altri uffici giudiziari. Il progetto normativo originario, poi confluito nella l. 55 del 2015, prevedeva, invero, espressamente una norma di coordinamento tra procedimento di divorzio e processo di separazione eventualmente ancora pendente: si prevedeva che la causa fosse assegnata allo stesso giudice. Questo addentellato è stato rimosso a seguito dei lavori parlamentari poiché mal si conciliava con le varie ipotesi fattuali che potevano verificarsi in concreto: ciò nondimeno, analogo criterio, come detto, è stato in concreto introdotto dai singoli uffici giudiziari. La contestuale trattazione del giudizio di separazione e di divorzio (da parte del medesimo giudice) risponde a una finalità evidente: infatti, dal momento del deposito del ricorso divorzile (o, comunque, quanto meno dall’adozione dei provvedimenti provvisori ex art. 4 l. div.), il giudice della separazione non può più pronunciarsi sulle questioni genitoriali (cd. provvedimenti de futuro) avendo esclusiva potestas decidendi (sopravvenuta) il solo giudice del divorzio. Ancora: dal momento del deposito del ricorso divorzile (o, comunque, quanto meno dall’adozione dei provvedimenti provvisori ex art. 4 l. div.), il giudice della separazione non può più pronunciarsi sulle questioni economiche se non con riguardo al periodo compreso tra la data di deposito del ricorso per separazione e la data di deposito del ricorso divorzile, e, dunque, anche per tale aspetto appare all’evidenza ragionevole concentrare in capo ad un unico giudice la trattazione dei due procedimenti, al fine di garantirne la più sollecita definizione. [4.]. Vi è, invero di più. Dove, come nel caso di specie, la separazione giudiziale sia pendente in una fase fisiologica non avanzata (nel caso di specie, sono stati concessi i termini ex art. 183 c.p.c.) il giudice di entrambe le cause può a questo punto anche valutare l’opportunità di una riunione dei due processi, ai sensi dell’art. 274 comma I c.p.c., trattando di cause connesse. La riunione, in caso come quello qui sub iudice, disvela una sicura utilità: nel caso di specie, nel procedimento di separazione, il Collegio dovrà pronunciarsi solo sul diritto della moglie a un assegno ex art. 156 c.c.; nel procedimento di divorzio, il Collegio, presumibilmente, dovrà decidere solo sullo status e sul diritto dell’ex coniuge a un assegno ex art. 5 l. 898 del 1970. La Dottrina, occupatasi del tema sino ad oggi, ha predicato la possibilità di una riunione tra procedimento separativo sulle questioni accessorie (ove già definito lo status) e procedimento divorzile, se non altro per munire il processo (riunito) del beneficio della trattazione unitaria e della comune piattaforma probatoria. Ne consegue che, sin da ora, questo Presidente f.f. riserva la riunione del procedimento, successivamente alla costituzione della parte convenuta. Va revocato il decreto emesso in data 22 febbraio 2016 dal giudice originario assegnatario del fascicolo e deve provvedersi come da dispositivo, stimandosi opportuno fissare udienza nella medesima data della prossima udienza del processo di separazione (il 26 aprile 2016, ore 9.30)

Trib. di Milano, Sez. IX, Ord., 26 febbraio 2016 

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