Informazione giuridica

RUMORI DEI VICINI DI CASA SEMPRE RISARCIBILI. LA PROVA? GLI ALTRI VICINI !!!

Il condomino disturbato dai rumori provenienti dal vicino di casa ha diritto al risarcimento del danno per il fatto stesso di essere costretto a tollerare quei fastidi. Secondo la Corte di Cassazione, infatti, “quando venga accertata la non tollerabilità delle immissioni, l’esistenza del danno è in re ipsa e, pertanto, il vicino, fino a quando il pregiudizio derivante dalle immissioni intollerabili non venga eliminato, ha diritto ad ottenere

il risarcimento del danno a norma dell’art. 2043 cod. civ. (Sez. 2, Sentenza n. 4963 del 18/10/1978, Rv 394378; Sez. 2, Sentenza n. 2580 del 12/03/1987, Rv. 451713; Sez. 3, Sentenza n. 5844 del 13/03/2007, Rv. 597527). Quanto alla prova sempre la Suprema Corte ricorda che “L’art. 246 cod. proc. civ. prevede la incapacità a testimoniare delle persone aventi nella causa un interesse che potrebbe legittimare la loro partecipazione al giudizio. Nel caso di specie, non risulta che le testimoni assunte, condomine del medesimo edificio, abbiano un tale interesse; interesse che potrebbe sussistere solo ove gli appartamenti da esse abitati si trovassero nella medesima posizione – rispetto all’appartamento da quale provengono le immissioni rumorose – dell’appartamento dell’attrice ovvero in una posizione assimilabile, tale da consentire di percepire le immissioni rumorose con la medesima intensità”

Cass. Civ., Sez. II, 12 febbraio 2016, n. 2864

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