Informazione giuridica

SE LA SATIRA...FA SATIRA NON E' MAI REATO

A differenza del diritto di cronaca quello di satira, infatti, risulta sottratto al rigoroso parametro della verità in quanto volto ad esprimere un giudizio ironico veicolato necessariamente "in modo apertamente difforme dalla realtà, sicchè possa apprezzarsene subito l'inverosimiglianza e il carattere iperbolico" ( Cass. sez. III n. 14822/2012 ) e possono esser(...) corrosive senza tuttavia poter attribuire, ai fini dell'operatività dell'art. 51 c.p., "condotte illecite e moralmente disonorevoli, di accostamenti volgari e ripugnanti, di deformazione dell'immagine in modo da suscitare disprezzo della persona e ludibrio della sua immagine pubblica" (Cass. sez. VI civ. ord. n. 21235/2013 ).

L'obbligo del rigoroso rispetto del limite della verità oggettiva dei fatti rivive laddove la satira si combini con l'attività di informazione.

Ed infatti, per una corretta soluzione della controversia appare necessario premettere un breve richiamo ai criteri elaborati dalla giurisprudenza di legittimità per la sussistenza del reato di cui all'art. 595 c.p.. La normativa di riferimento (L. n. 47 del 1948 per quanto riguarda gli scritti diffusi col mezzo della stampa periodica nella forma cartacea mentre per le pubblicazioni a mezzo della rete informatica cfr. da ultimo Cass. pen. sez. V n. 44126/2011) riconosce a ciascun soggetto il diritto di diffondere tramite la stampa notizie e commenti così come garantito dalle disposizioni di cui all'art. 21 comma 1 Cost. che, contestualmente, sancisce il diritto di esprimersi liberamente ed il diritto di utilizzare ogni mezzo allo scopo di portare l'espressione del pensiero a conoscenza del massimo numero di persone (Corte Cost. n. 1/1956; n. 105/72; n. 225/74; n. 94/77; n. 1/181).

Il riconoscimento di tale libertà, senza ingerenza alcuna da parte delle autorità pubbliche quale prerogativa di tutti gli stati democratici, a livello sovranazionale è garantito dalla Convenzione Europea dei Diritti dell'Uomo (recepita nella L. n. 848 del 1955) che all' art. 10 comma 1 (mutuato dall'art. 19 della Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo e ampliato dall'art. 19 del Patto Internazionale di New York relativamente ai diritti civili e politici - legge dello Stato Italiano n. 881/77) la consacra come uno tra i più importanti diritti dell'individuo e, sotto il profilo passivo avuto riguardo al collegato diritto dei lettori ad essere correttamente informati, assurge a vero e proprio dovere in ragione della responsabilità che il suo esercizio comporta.

Il diritto riconosciuto dalla Convenzione Europea dei Diritti dell'Uomo e dalla normativa nazionale costituisce ed integra una causa di giustificazione, nell'ambito di un equo bilanciamento con altri diritti parimenti inviolabili e potenzialmente in conflitto che scrimina il comportamento imputabile all'attività giornalistica in quanto ricorra:

a) l'interesse al racconto anche quando non si tratti di interesse delle generalità dei cittadini ma di quello della categoria dei soggetti ai quali si indirizza (principio della pertinenza);

b) la correttezza con cui i fatti vengono esposti e con rispetto dei requisiti minimi di forma per non assumere un contenuto lesivo dell'immagine e del decoro (principio della continenza);

c) la corrispondenza tra i fatti accaduti e quelli narrati con la precisazione che, rispetto al principio della verità oggettiva, può ritenersi sufficiente anche la sola verità putativa purché frutto di un serio e diligente lavoro di ricerca (Cass. civ. sez. III n. 6902/2012; Cass. civ. sez. III 19/1/2007 n. 1205; Cass. civ. sez. III 22/3/2007 n. 6973; Cass. sez. III civ. n. 20140/2005).

Per quello che in questa sede interessa, in ragione dell'eccezione sollevata da parte convenuta, per il diritto di satira ex art. 21 Cost. - intesa come critica a soggetti noti attraverso una rappresentazione della realtà basata sull'enfatizzazione e sulla deformazione - la rigidità dei menzionati criteri del rispetto della verità oggettiva dei fatti e della continenza (parte attrice non ha eccepito la violazione del criterio della pertinenza) può subire attenuazioni.

Trib. Milano Sez. I, Sent., 25-11-2013

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