Informazione giuridica

SEPARAZIONE CONIUGI: TRADIMENTO RECIPROCO, ADDEBITO RECIPROCO

Con riferimento all’art. 155 c.c. la Suprema Corte ha chiarito che “la norma in questione "colpisce" con la stessa "sanzione" entrambi ì coniugi responsabili della violazione dei doveri coniugali e della crisi definitiva del matrimonio in applicazione del principio di uguaglianza giuridica dei coniugi (artt. 3 e 29 Cost.). Per quanto riguarda le conseguenze più sfavorevoli derivanti a carico del coniuge economicamente più debole, nell'ipotesi di addebito "reciproco", va rilevato che il legislatore, esercitando un legittimo apprezzamento discrezionale, ha inteso sanzionare la violazione dei doveri nascenti dal matrimonio (art. 143 c.c.) e rafforzare il vincolo matrimoniale riconducendo a tale violazione, che si riveli produttiva della rottura dell'unione, la perdita di quel dovere di assistenza che sopravvive alla separazione. Non ha però privato completamente di tutela il coniuge economicamente più debole garantendogli comunque il diritto agli alimenti (art. 433 c.c.) e, in caso di morte del coniuge, il diritto a un assegno vitalizio, in sostituzione della quota di riserva (art. 548 c.c.)”.

Cass. civ. Sez. I, Sent., 25-01-2016, n. 1259

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