Informazione giuridica

SMS CHE PROVANO IL TRADIMENTO? IL CONIUGE PUÓ SCOPRIRLI SUL CELLULARE DELL’ALTRO E “SALVARLI” PER USARLI NELLA SEPARAZIONE E OTTENERE L’ADDEBITO

“Con ricorso depositato (...) ha chiesto la pronuncia della propria separazione da (...), con addebito alla stessa, per violazione dell'obbligo di fedeltà (...) La resistente ha proposto a sua volta domanda di addebito, in virtù della perdurante violazione degli obblighi di assistenza e mantenimento posti in essere dal marito, sostenendo inoltre che la relazione tra i coniugi fosse deteriorata da molto tempo a causa del carattere dispotico del marito, estremamente geloso e sospettoso al punto da

non consentirle di svolgere alcun tipo di attività in sua assenza”.

“Il ricorrente, a sostegno della domanda di addebito per violazione dell'obbligo di fedeltà, ha prodotto una serie di riproduzioni fotografiche di SMS estratti da un telefono portatile della moglie, e di alcune schermate della sua pagina (...), da cui emerge una corrispondenza con un soggetto indicato come "(...)" che dalla pagina (...) sembrerebbe potersi identificare con tale (...) in proposito il teste (...) amico di famiglia, ha dichiarato di avere notato già nel 2011 in occasione del compleanno della (...) (che cade in aprile), che sul suo profilo (...) erano apparsi dei messaggi con dei cuoricini, a cui aveva prestato attenzione dato che il mittente si chiamava (...) come lui. Il teste in un primo momento - dati i buoni rapporti tra i coniugi (...) - (...) non aveva dato peso alla cosa, cui aveva però ripensato nel maggio 2012, quando (...) lo aveva chiamato in stato di agitazione dicendogli che trovato delle foto e dei messaggi molto espliciti su un cellulare che la moglie aveva lasciato a casa perché ne aveva avuto uno nuovo in regalo; il teste aveva quindi recuperato le pagine (...) che facevano riferimento a scambi affettuosi tra la moglie e (...) e consegnato all'amico una chiavetta su cui aveva salvato le schermate in questione (che sono poi state prodotte in questo giudizio); ora, se i messaggi (...) possono anche essere letti come semplice scambio di affettuosità fra utenti del web, gli SMS in atti rappresentano senza ombra di dubbio il dialogo fra due persone tra cui è in corso una relazione intima; vi sono scambi di affettuosità, parole amorose e chiari riferimenti ad una comune sessualità, che non possono prestarsi ad equivoco di sorta”.

“La contestazione che la ricorrente ha sollevato in merito alla loro provenienza è assolutamente generica, tanto è vero che la difesa (...) si è concentrata in particolare sulla eccezione di inutilizzabilità dei documenti in quanto acquisiti in violazione della normativa sulla privacy.

In proposito il collegio ritiene che in un contesto di coabitazione e di condivisione di spazi e strumenti di uso comune quale quello familiare, la possibilità di entrare in contatto con dati personali del coniuge sia evenienza non infrequente, che non si traduce necessariamente in una illecita acquisizione di dati. E' la stessa natura del vincolo matrimoniale che implica un affievolimento della sfera di riservatezza di ciascun coniuge, e la creazione di un ambito comune nel quale vi è una implicita manifestazione di consenso alla conoscenza di dati e comunicazioni di natura anche personale, di cui il coniuge in virtù della condivisione dei tempi e degli spazi di vita, viene di fatto costantemente a conoscenza a meno che non vi sia una attività specifica volta ad evitarlo. In un simile contesto, non può ritenersi illecita la scoperta casuale del contenuto di messaggi, per quanto personali, facilmente leggibili su di un telefono lasciato incustodito in uno spazio comune dell'abitazione familiare. Non occorre dunque addentrarsi nei dibattito non del tutto sopito sulla utilizzabilità a fini di prova nel giudizio civile, di documenti acquisiti in violazione di normative pubblicistiche, dal momento che la produzione non può dirsi frutto di acquisizione illecita”.

Tribunale di Roma - 18 marzo 2015

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