Informazione giuridica

su FACEBOOK e ALTRI SOCIAL, DIRITTO DI CRONACA E DIRITTO DI CRITICA assimilabili alla STAMPA, TV e altri MASS MEDIA: STESSI LIMITI E SANZIONI PENALI

"Seppure i social network non abbiano quella funzione informativa che è tipica dei giornali o dei telegiornali, è vero che tramite i social network medesimi è possibile comunicare con un numero potenzialmente elevato di persone; in questo senso, anche ad ammettere che il diritto di critica sia qualcosa di

indipendente dall’attività giornalistica, come tale spettante a chiunque, i limiti al diritto di cronaca e di critica elaborati dalla giurisprudenza con riferimento all’attività della stampa possono essere estesi a tutti coloro che utilizzano un mezzo di comunicazione di massa e quindi anche agli utenti di Facebook" (Trib. Perugia Sez. II, 10 giugno 2014).

 “Com'è noto, da lungo tempo la Corte di Cassazione ha elaborato i limiti e i confini entro i quali la divulgazione a mezzo stampa di notizie e giudizi può essere considerata lecita espressione del diritto di cronaca -e quindi scriminata ai sensi dell'art. 51 c.p. quando entri in conflitto con altri diritti riconosciuti da altre norme costituzionali quali il diritto alla riservatezza, all'integrità dell'onore, del decoro e della reputazione di ogni cittadino- individuando le seguenti condizioni: a) che la notizia pubblicata sia vera; b) che esista un interesse pubblico alla conoscenza dei fatti riferiti (pertinenza); c) che l'informazione venga mantenuta nei giusti limiti della più serena obbiettività (continenza).

Il diritto di critica, invece, si differenzia da quello di cronaca essenzialmente in quanto non si concretizza, come l'altro, nella narrazione di un fatto, bensì nell'espressione di un giudizio o, più genericamente, di un'opinione che, come tale, non può pretendersi rigorosamente obiettiva, posto che la critica, per sua natura, non può che essere fondata su un'interpretazione necessariamente soggettiva dei fatti.

Fermo restando che il diritto di critica si concretizza in un giudizio o nella formulazione di mere opinioni o apprezzamenti in ordine a determinati eventi, per cui i limiti scriminanti sono più ampi che nel diritto di cronaca, purtuttavia anch'essi soggiacciono al limite della rilevanza sociale, al rispetto dei dati fattuali (qualora presupposto per la critica sia un fatto specifico) e al requisito della continenza, nel senso di forma espositiva corretta della critica rivolta e cioè strettamente funzionale alla finalità di disapprovazione e che non trasmodi nella gratuita ed immotivata aggressione dell'altrui reputazione” (Trib. Firenze Sez. I, Sent., 28-01-2016)

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