Informazione giuridica

UN CORTEGGIAMENTO OSSESSIVO E SFACCIATO E' STALKING

L'imputato era stato accusato per "la persistente reiterazione di condotte moleste, consistenti in approcci e profferte di carattere sessuale, spesso portati in modo sfacciato ed osceno", a fronte peraltro dell'ammissione di quei tentativi di approccio da parte dell'imputato che aveva confessato di nutrire sentimenti verso la donna, spiegando quei comportamenti come manifestazioni di lecita volontà di seduzione.
"Ad avviso dei giudici di merito, le molestie poste in essere - per quanto non connotate da violenza o concreta minaccia - risultavano idonee a cagionare nella vittima un costante stato di ansia, anche in ragione del rapporto di vicinato con l'imputato".
L'imputato si è difeso sostenendo di aver provato "uno stato di innamoramento verso la vittima e del normale bisogno di esternare questo sentimento anche attraverso la manifestazione del desiderio di "fare l'amore", senza mai assumere i contorni di una oscenità, se non nella percezione della vittima, per la quale, probabilmente, più che osceno il naturale sentimento verso di lei dell'indagato era percepito come sconveniente e imbarazzante, tenuto conto dello stato di salute di esso indagato"; in sostanza, il L. si era semplicemente illuso che i propri sentimenti, manifestati con le modalità proprie di una persona in condizioni peculiari (egli risulta invalido civile al cento per cento, nonchè dedito ad assistere l'anziana madre convivente), potessero venire ricambiati".
La Suprema Corte ha ribadito allora che: "Va considerato, a riguardo, che ai fini della ravvisabilità del delitto di atti persecutori la condotta tipica ben può risolversi in una serie di contegni che, di per sè, non hanno alcuna valenza criminosa, e che la assumono proprio per il fatto della loro maniacale ripetitività, assunta nei confronti di una persona che non la gradisce, rendendola insopportabile: perciò, l'assenza di connotazioni violente, minacciose od oscene nel comportamento del L., sottolineata dalla difesa, non vale ad escluderne la rilevanza penale, essendone più che sufficienti le implicazioni in termini di obiettiva (ed obiettivamente percepibile come tale, anche agli occhi del soggetto attivo) molestia"

Cass. pen. Sez. V, Sent., (ud. 29-12-2015) 22-01-2016, n. 3096

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