#Trani2020

PALAZZO CARCANO REGALATO: CHE BOTTA!

Succedono sempre cose poco piacevoli nella politica Tranese intorno al periodo di Natale ultimamente e riguardano sempre la Giustizia. Questa volta accade che, era il 18 dicembre del 2017, la maggioranza in consiglio comunale, la sinistra, asservita alle volontà politiche del Sindaco Bottaro abbia REGALATO un palazzo al Ministero della Giustizia . Un Palazzo, Palazzo Carcano, costato diversi milioni di euro, per acquisto e “tentativi” di ristrutturazione. L’Amministrazione ha giustificato la cessione a titolo gratuito, un regalo appunto, dichiarando che “allo stato e nel breve periodo il Comune non ha in alcun modo disponibilità di risorse proprie da utilizzare per il completamento strutturale del palazzo in questione”. Parliamo della stessa Amministrazione che si vanta in campagna elettorale di aver speso 50 milioni per aver fatto cose delle quali è difficile ricordarne la consistenza e l’utilità? Certo che 50 milioni sembrano tantini per chi ha dichiarato negli atti di non avere “in alcun modo disponibilità di risorse”. E poi, l’accordo fu frutto di una nuova intesa politica con il Ministro Orlando che pochi mesi prima vinceva a Trani le primarie del PD grazie all’apporto del Sindaco Bottaro. Peccato che l’accordo su Palazzo Carcano è stato fatto da un Ministro che ha garantito il buon esito della vicenda ma che era a fine mandato con all’orizzonte un fortissimo MoVimento 5 Stelle, all’epoca al 30 % dei consensi, che, come volevasi dimostrare ha “piazzato” un suo uomo come Ministro della Giustizia, con possibile buona pace delle promesse del buon Orlando. Sappiamo poi, si veda Bari, come il Ministro Bonafede gestisca le problematiche dell’edilizia giudiziaria: un disastro! Siamo sempre stati convinti che una cessione di 99 anni in comodato gratuito potesse essere la soluzione migliore, o altre soluzioni ma non certo un vero e proprio regalo ad un Ente lontano, dello Stato, soprattutto in un periodo in cui si vede all’orizzonte la cessione dei beni immobili del demanio come modo di alleggerimento dei debiti statali. Inoltre, evidenziammo in consiglio comunale come, medio tempore, l’implementazione della tecnologia avrebbe causato il venir meno dell’esigenza di sempre maggiori spazi, molti dei quali per archiviare documenti che, un giorno, non esisteranno più. Siamo stati contenti, sul punto, di aver causato il sorriso del Sindaco perché ridere fa sempre bene al cuore. Peccato che poi la tragedia del Covid ha fatto conoscere a tutti lo smart working, le potenzialità infinite della telematica e ha aperto scenari che sono esattamente quelli già prospettati. Sarebbe opportuno che si avviasse un dialogo con le istituzioni per tentare di recuperare un immobile, che nella stessa delibera del consiglio comunale, viene ribadito come sottoposto a vincolo del Ministero per i beni e le attiività culturali per “l’importante interesse storico artistico”. Infine, pochi giorni fa, il danno oltre la beffa. Si legge sulla Gazzetta del Mezzogiorno: “si presenterà così Palazzo Carcano (si veda foto qui a destra), all’esito dei lavori di riqualificazione e ampliamento che ne consentiranno anche la fruizione museale per ammirarvi rinvenimenti archeologici che saranno visibili attraverso un camminamento sopraelevato e trasparente. Ed il valore aggiunto starà nel fatto che l’immobile ospiterà sezioni del Tribunale necessarie e sufficienti al punto da eliminare tutti i fitti passivi che il Ministero continua a versare a privati nella città di Trani, ottimizzando i costi ed elevando le prestazioni dell’amministrazione della giustizia nel circondario. Martedì scorso il consiglio comunale, con 19 voti favorevoli, ha adottato la variante urbanistica ed approvato il progetto di fattibilità tecnica ed economica per i lavori di restauro e rifunzionalizzazione di Palazzo Carcano, da destinare a sede del Tribunale di Trani”, Due le cose che colpiscono: 1) il Ministero ha in pochissimo tempo pensato ad eliminare i fitti passivi, cosa che l’Amministrazione da anni non ha fatto; 2) si impone a Trani una struttura che appare dura da digerire come impatto e che, come s’è detto, dimostra che i beni dei Tranesi andrebbero gestiti dai Tranesi e non da Enti lontani da Trani. Luca Volpe

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